Circa un mese e mezzo fa abbiamo avviato il progetto “Bimbi di Kobane” per garantire il sostegno a distanza ai 174 bambini che tra Kobane e i villaggi e campi profughi circostanti sono orfani e affrontano grandi difficoltà quotidiane.

Durante questo periodo c’è stata una grande risposta di solidarietà e quasi un bambino su cinque ha già trovato qualcuno che ha scelto di sostenerlo. Del resto, in Italia le azioni e le mobilitazioni di solidarietà con il popolo curdo sono state tante negli anni passati e tantissime a partire dalla resistenza di Kobane.

In generale, è un periodo molto difficile per i curdi. Sia per quelli che vivono in Turchia, che subiscono l’attacco feroce e inumano di Erdogan e dell’esercito turco, sia per quelli che vivono in Siria, dove la situazione è ancora molto difficile. Nelle zone liberate del Rojava, infatti, la ricostruzione va avanti con grandi difficoltà, soprattutto perché lo Stato turco non permette il passaggio di materiali e aiuti da quella frontiera. Inoltre, le sue pressioni per escludere i curdi dalle trattative internazionali per la pace complicano ulteriormente una situazioni già delicatissima e contribuiscono ad allontanare la fine delle ostilità e delle stragi.

Per quanto riguarda Kobane, si aggiungono le difficoltà dovute al clima: in questo periodo nevica e fa freddo e i collegamenti presentano ulteriori problemi. Anche per queste ragioni stiamo avendo bisogno di più tempo del previsto per comunicare i dati e le brevi storie dei bambini e delle bambine. Infatti, abbiamo chiesto alle attiviste delle associazioni di Kobane di inviarci alcune righe di presentazioni di bambini e bambine. Il lavoro è tanto, ma procede e ci stanno inviando delle storie su base familiare. Ad alcuni dei sostenitori siamo già riusciti a inviare queste informazioni, gli altri di cui abbiamo i contatti le riceveranno appena possibile.

In queste settimane, inoltre, consegneremo i soldi raccolti tra dicembre e gennaio. Questa operazione è molto complessa sia perché in Rojava non esistono banche e c’è ancora una situazione di guerra, sia per gli ostacoli imposti dai paesi circostanti che in alcuni casi non permettono il passaggio nemmeno ad aiuti di carattere umanitario.

Quando i vostri contributi arriveranno a destinazione, pubblicheremo il comunicato ufficiale delle associazioni di Kobane riportante la somma ricevuta.

Nel frattempo, ringraziamo tutti quelli che a titolo individuale o collettivamente hanno partecipato al progetto. In un momento così difficile per il popolo curdo la solidarietà internazionale e il sostegno ai progetti di ricostruzione di Kobane sono di importanza vitale.

UIKI Onlus